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segunda-feira, 9 de janeiro de 2017

CON MARIA APPARE IL MONDO NUOVO Diario Intervento di don Divo Barsotti al Convegno di Firenze organizzato per celebrare il XX anniversario delle apparizioni di Medjugorje


          Molte sono le apparizioni nella storia della Chiesa. Più che il loro messaggio, è il fatto stesso dell'apparizione che esige una nostra riflessione.
          Non sembra che aggiungano nulla a quanto già noi conosciamo per fede: è come se d'improvviso si facesse visibile un mondo sempre presente, ma che abitualmente rimane nascosto, come se gli occhi dell'uomo acquistino un nuovo potere visivo e non abbiano più soltanto la capacità di vedere solo questo mondo e quanto vi avviene.
          Ma che cosa di fatto possono significare le apparizioni per la Chiesa, e in modo particolare per coloro che hanno avuto la facoltà di vedere ciò che noi non vediamo?
          Mi sembra che sia fondamentale che noi, dalle apparizioni, abbiamo certezza di un mondo di luce, di un mondo che è presente ma rimane invisibile e non appare che per una volontà del tutto gratuita, ma che rimane un privilegio e un dono.
          È dunque prima di tutto il riconoscimento della presenza vittoriosa del bene, perché quello che appare fa parte certo del mondo di Dio.
          Questo mondo divino rende testimonianza di una vittoria del bene; è perciò un dono certo di Dio che nei momenti più gravi e difficili in cui tutto sembra sommerso dal male, garantisce che il male non ha potere in quel mondo in cui tuttavia noi cristiani siamo stati introdotti dalla grazia divina.
          Lo sappiamo per fede, ma nella nostra esperienza umana è come se il male sopraffacesse ogni cosa, e fosse vana ogni speranza.
          Qual è questo mondo di luce che gratuitamente appare?
          Generalmente è la Vergine Maria, e anche qui noi dobbiamo chiederci come mai al mondo del peccato risponda il mondo di Dio e la presenza della Vergine pura.
          Prima ancora della Madonna è il Cristo che risorgendo nella sua umanità dovrebbe fare presente il mondo divino e la vittoria sul male.
          Perché dunque la Vergine?
          È certo, come ci insegna la liturgia, perché in Lei è la creazione intera che si è rinnovata; è Lei stessa la nuova creazione non contaminata dal male e vittoriosa.
           L'apparizione anticipa dunque la vittoria di Cristo sul male?
           L'apparizione della Vergine assicura che proprio la creatura già in atto primo è liberata dai condizionamenti cui è stata sottoposta soprattutto dal peccato, ma anche dalla sua condizione stessa di creatura.
           Di fatto, queste apparizioni rendono testimonianza di una libertà che la creazione per sé, anche indipendentemente dal peccato, non sembra poter avere: la libertà dai condizionamenti del tempo e dello spazio...
           Nelle apparizioni dunque si anticipa in qualche modo la manifestazione della vittoria del Cristo sulla potenza del male che continuamente sembra minacciare di morte il mondo presente.
           Non solo anticipa, ma anche fa presente il mondo redento, anche se questo mondo rimane invisibile. Dio non assicura anticipatamente a quanto Egli ha stabilito la manifestazione della vittoria sulle forze disgregatrici, sulla potenza della morte, ma con le apparizioni ci assicura la Sua presenza.
            L'apparizione non è dunque una azione di Dio sulla immaginazione dell'uomo; credo che non si possa negare la sua oggettiva realtà; veramente è la Vergine santa che appare, veramente gli uomini entrano in rapporto con Lei e con il suo Figlio divino.
            Così l'uomo vive in due mondi: uno visibile che tuttavia è destinato a finire, e un mondo invisibile che non potrebbe essere violato da coloro che lo negano.
            È questo il vero mondo che Dio ha redento; la Vergine non può abbandonare i suoi figli prima della manifestazione pubblica e solenne della sua vittoria sul male.
            Madre di tutti, essa non potrebbe separarsi da noi che viviamo nella pena, sottoposti ad ogni tentazione, incapaci di sottrarci alla morte.
            Essa non appartiene più al mondo di quaggiù, ma la sua presenza nelle sue apparizioni ci assicura che il mondo divino è già presente, e la prova non potrà superare la grazia, soprattutto non potrà impedire mai alla Vergine Madre di soccorrere i figli che si trovano coinvolti nel combattimento contro le potenze dell'inferno.
             Il mondo di Dio non solo è reale, ma non è minimamente separato dal mondo di quaggiù: è il mondo di quaggiù che potrebbe essere separato dal mondo redento.
             Le apparizioni dicono dunque la duplice dimensione della vita dell'uomo.
             Egli vive in un mondo in cui Dio sembrerebbe assente e per la fede invece vive nel mondo di Dio.
             L'uomo è come diviso da queste due dimensioni; facendo parte del mondo presenbte egli sembra vivere nel "mondo dell'assenza", ma vive anche nel mondo di una creazione già rinnovata dalla presenza di Dio.

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